The exchange student’s diary: page 75

di Gianclaudio Rubino del Liceo Scientifico opz. Scienze Applicate in stage annuale in Scozia –

“The best education you will ever get is travelling. Nothing teaches you more than exploring the world and accumulating experiences”.
È ormai da 75 giorni che sono a 2723 km lontano da casa, e non ho mai appreso così tanto nel corso della mia vita. Vivere senza i tuoi genitori in un Paese con una cultura diversa dalla tua e con persone con un modo diverso di approcciarsi a te ti fa crescere attimo dopo attimo, amplia i tuoi orizzonti e – soprattutto – ti fa apprezzare le tue origini.
In cosa si differenziano gli scozzesi rispetto a noi? In ogni singolo aspetto, partendo dal loro modo di vivere la scuola, per arrivare al modo in cui trascorrono i weekend.
Come già vi avevo accennato, la scuola dura molto di più rispetto a quella italiana, di conseguenza si è portati a pensare che ogni studente non aspetti altro che uscire da quel cancello e andare a riposarsi dopo una stressante giornata. Bene, non è così. È stata una grande sorpresa anche per me, ma ogni ragazzo preferisce trattenersi una o due ore in più e usufruire delle attrezzature scolastiche per svolgere al meglio i propri compiti. Sono molto responsabili, la maggior parte di loro è consapevole dell’importanza dello studio e si impegnano al massimo per raggiungere livelli eccellenti! Come se non bastasse, hanno anche un lavoro part time durante il fine settimana perché vogliono sentirsi economicamente indipendenti.
Si definiscono “lazy”, in quanto non amano uscire a causa del tempo metereologico (come biasimarli, ogni mattina ormai si arriva ai -2ºC!). Quando qualcuno ha casa libera, però, si organizzano parties senza pensarci due volte e ogni persona partecipa attivamente alle manifestazioni nazionali.
Ad Halloween, per esempio, sono stato invitato ad una festa in maschera organizzata da un mio compagno di classe, ed è stata una serata divertentissima. Solitamente si passa del tempo tutti insieme mentre si balla, si scambiano battute. Chiunque è invitato, compreso chi potrebbe non conoscere il proprietario di casa. Mi hanno accolto calorosamente, e non me lo sarei mai aspettato perché – si sa – quasi nessuno è espansivo come noi italiani.
Il 5 novembre, invece, si è festeggiato il tentativo sventato di un complotto contro il Re di Inghilterra da parte di Guy Fawkes. È dal 1965, quindi, che in tutto il Regno Unito si organizzano manifestazioni per ringraziare Dio per questo motivo. A Glasgow Green (uno dei parchi più grandi della città) ci sono stati i fuochi d’artificio ed eravamo in ben 60.000!
Ultimamente riflettevo sul fatto che qui non tutte le persone si rapportano con gli altri alla stessa maniera: c’è chi ti invita a casa sua il primo giorno che ti conosce, e c’è chi – magari – non lo fa perché ha paura di essere invadente.
Come dice Josè Pascal “Il mondo è bello perché è vario”, e io non mi stancherò mai di scoprire e di apprezzare tutte le piccole differenze che intercorrono fra questi due Paesi, fra i miei due Paesi.