“Un nodo blu contro il bullismo”

di Veronica De Nigris –

 “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.”
(Eleanor Roosevelt)

Il 7 febbraio, in occasione della Prima Giornata Nazionale contro il Bullismo, una rappresentanza di studenti delle classi 3ªS2, 3ªS3 e 4ªSA3, insieme alle docenti Carlo e Giordano, hanno avuto l’occasione, riservata alle scuole vincitrici del Bando Miur “Bullismo e Cyberbullismo 2016 – 2017”, di prendere parte alla manifestazione “Un nodo blu, le scuole unite contro il Bullismo” tenutasi a Roma presso l’ex Caserma Guido Reni. L’iniziativa aveva come target la sensibilizzazione dei ragazzi circa le cause e le conseguenze del fenomeno. Il luogo dell’evento era disseminato di stand e ognuno di essi curava, con particolare fermento, temi relativi alla prevenzione del bullismo, attraverso varie strategie di comunicazione: cinema, radio, fotografia …
I ragazzi sono stati resi protagonisti del momento, artefici degli sviluppi dei dibattiti e “nodo” centrale degli argomenti trattati. Sul palco si sono succeduti momenti di forte ilarità con interventi da parte di bambini, ragazzi, anche esempi estemporanei di particolari situazioni nella vita degli adolescenti, ma non sono mancati momenti di grande spessore morale e carichi di emozioni, donati dalla coraggiosa voce delle testimonianze di alcune ragazze che hanno avuto la forza di scrollarsi di dosso l’infamante etichetta di “debole” e quindi “vittima” dell’ingombrante fenomeno di nome Bullismo. Francesca Urciullo è una studentessa di 18 anni, vittima di bullismo sin dall’infanzia. “Non erano gli altri a escludermi, ero io che mi autoescludevo. Le persone con un passato difficile alle spalle o semplicemente introverse, particolarmente appassionate di lettura, scrittura, tendono a farlo”. A causa del suo carattere piuttosto riservato, introverso, Francesca ha avuto dissapori, problemi di socializzazione all’interno del gruppo classe, sin dal primo giorno di scuola. Ha poi avuto il coraggio di dar voce all’avvenimento che marcò in modo irreparabile la sua natura di adolescente. Racconta di essere stata chiusa a chiave nel bagno, al buio, dagli stessi compagni di classe che nel mentre, dall’altra parte della porta, le hanno inflitto offese, derisioni e umiliazioni. Da quel giorno soffre di claustrofobia. Quella di Francesca è, chiaramente, solo una delle innumerevoli voci che gridano aiuto, che sperano di essere ascoltate. A tale scopo, nel dibattito sono intervenuti i vertici di Telefono Azzurro, ente a completa disposizione dei ragazzi, 24 h su 24, tutti i giorni della settimana e persino nei giorni festivi. Lo scopo è far comprendere ai ragazzi in difficoltà che non sono e non saranno mai soli. Nonostante intorno si sia creato un fossato, inaccessibile a chi vuole avvicinarsi, c’è e ci sarà sempre qualcuno pronto ad accogliere gli interrogativi e le ansie, qualcuno che vive della voglia di sentirsi utile agli altri. Così come l’intervento dei rappresentanti del Telefono Azzurro, anche quelli del Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli e di Roberto Sgalla, Direttore Centrale della Polizia di Stato, sono stati di forte interesse e molto sentiti dai ragazzi in sala. Le istituzioni guardano alla scuola come luogo privilegiato per un intervento precoce ed efficace, visto che ormai il Parlamento ha definito le linee essenziali di una legge che interviene a colmare un vuoto normativo rispetto ad un fenomeno dilagante. Basta poco per diventare bulli. Il più delle volte lo si diventa incoscientemente, per scherzo o per suscitare l’interesse del gruppo, per essere accettati da una comitiva, ma basta un attimo anche per ritrovarsi all’angolo, avvolti dalla solitudine e dal disagio. Di particolare interesse è stata la proiezione del nuovo spot contro il bullismo, ideato dagli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Sandro Pertini” di Alatri (FR) e la presentazione del gruppo MaBasta, acronimo del Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti e Adolescenti.. La figura femminile è stata estremamente ricorrente durante la manifestazione, specialmente negli interventi dell’On. Milena Santerini, di Ersilia Menesini- Università degli Studi di Firenze – e di Filomena Albano, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Non sono mancati personaggi di alta valenza sociale tra cui Laura Bononcini, rappresentante di Facebook Italia. Il bullismo è stato presentato in tutte le sue forme e sfaccettature, al femminile e persino nelle chat delle mamme. Al termine della manifestazione, gli studenti del Telesi@, che ormai da alcuni mesi lavorano ad un cortometraggio che sarà presentato in ambito nazionale, hanno dovuto far ritorno a casa, ma con un preciso scopo nella mente: elargire gli insegnamenti appresi a più persone possibili e dedicare cinque minuti del proprio tempo a coloro che ci sono accanto. Solo in questo modo si può condannare il bullismo. Non si può rimanere ad aspettare, sperando che qualche meteorite possa spazzare via dalla Terra i cosiddetti “bulli”, perché questi ultimi rimangono pur sempre essere umani e, per quanto possa sembrare strano, hanno diritto ad una seconda chance, ad una buona educazione, ad una giusta dose di disciplina, per riappropriarsi della propria umanità. Arginare le ripercussioni negative di questo fenomeno sulle vite di ragazzi e ragazze che hanno la fortuna-sfortuna di essere fragili è possibile!
“Si prova una vergogna tremenda a essere vittima di bullismo, perché ad un certo punto cominci a pensare che ci sia un motivo per cui sei stato preso di mira.”
(Matt Reeves)

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