Riflettere ed imparare in maniera alternativa: al Telesi@ si può!

di Liliya Domaretska  2ªES1 – 

Anche noi ragazzi del Liceo Economico Sociale (LES), nei giorni 10, 11, 12 aprile 2017, ci siamo dedicati con impegno e serietà allo svolgimento delle attività dell’auto-gestione pre-pasquale. Queste attività prendevano l’avvio dalla visione di tre film, ciascuno dedicato ad una specifica tematica, in merito alla quale noi ragazzi avremmo dovuto riflettere e discutere.

Il primo giorno è stato dedicato alla figura di Totò, “principe della risata”. Dopo la visione del film “Totò, Peppino e la Malafemmina”, noi ragazzi abbiamo discusso sul divario tra Sud e Nord, in particolare in Italia; dal nostro dibattito è emerso che questo fenomeno purtroppo continua a persistere, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale e che la difficoltà di integrazione è ancora forte anche tra noi ragazzi. Ciò ci ha portato a riflettere anche in merito alle disuguaglianze sociali, un tema complesso e presente in ogni luogo, epoca o tempo. Da quest’ultima riflessione è emerso che, ancora oggi, molta gente fa sacrifici enormi per guadagnare un misero stipendio e poi c’è chi vive nell’abbondanza e tende alle volte a strafare. Avremmo bisogno di una società più equa, senza distinzioni economiche, sociali e culturali; ciò è più facile a dirsi che a farsi, perché la realtà è diversa. Tutto, ormai, sta diventando commerciale e ‘statistico’…Si conosce il prezzo di tutto, ma non si conosce più il valore delle cose e delle persone che ci circondano.

Infine, abbiamo pensato che fosse opportuno fare un omaggio all’attore simbolo dello spettacolo comico in Italia, Totò – soprannominato “il principe della risata” e considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani -,  vedendo alcune magistrali interpretazioni, come il notissimo monologo “ ‘A Livella”,  e ricordando le tappe della sua carriera, nella quali si distinse anche come drammaturgo, poeta, paroliere, cantante.

Il tema affrontato durante il secondo giorno è stato l’autismo, un disturbo del neurosviluppo che compromette l’interazione sociale e la comunicazione verbale e non verbale. Dopo la visione del film “Rain Man-L’uomo della pioggia”, noi ragazzi ci siamo informati meglio su questo disturbo e, dopo varie riflessioni, siamo arrivati alla conclusione che, spesso, guardiamo le cose per come ci appaiono, non per come sono veramente. Spesso i bambini autistici sono visti come indisciplinati o addirittura cattivi e molti pensano che debbano essere loro ad abituarsi al mondo esterno, ma non è proprio così… Siamo noi che dobbiamo trovare la chiave giusta per entrare nel loro mondo e lottare insieme a loro per sviluppare al meglio le loro capacità. Queste persone hanno bisogno dell’aiuto sinergico della scuola e della famiglia.

L’ultimo giorno, invece, ci siamo soffermati sul tema della violenza sulle donne, vedendo il film “Il colore viola”, che ha suscitato in tutti noi emozioni molto forti. Al giorno d’oggi sentiamo sempre più spesso notizie di maltrattamenti, violenze, omicidi, da parte degli uomini verso le donne. Si tratta di mariti, fidanzati, partner che dicevano di amare le proprie donne…Persino in un’epoca che sembra civilizzata come la nostra, il fenomeno sta, purtroppo, assumendo vaste proporzioni, al punto tale che numerose donne arrivano a convincersi che i maltrattamenti siano semplicemente parte vita di coppia. Noi ragazzi abbiamo riflettuto soprattutto su cosa sarebbe opportuno fare nei casi di violenza femminile e cosa potremmo concretamente fare per contrastarla. Due le parole-chiave emerse dalla nostra discussione: prevenzione e coraggio. Agire quando una determinata frase o modo di fare violento non rispetta né la persona né la donna che siamo è il primo passo per evitare le eventuali conseguenze. Avere coraggio di denunciare queste violenze e rivolgersi a qualche centro o a qualcuno è il primo passo per riprendere la propria vita!

In conclusione, abbiamo cercato di sfruttare al meglio questo piccolo spazio auto-gestito, nella consapevolezza dell’importanza di imparare anche in maniera ‘alternativa’.