Vivere a colori: la Bellezza della condivisione

Gli studenti delle classi prima e seconda del LES – 

Il giorno 22 Maggio 2017, a conclusione del percorso La.Pro.Di  dal titolo  “ Percorsi di legalità…per dare un senso al futuro”,  gli studenti delle classi prima e seconda del liceo Economico Sociale, accompagnati dalle docenti Franco T., Pannella R., Volpe P.,  hanno visitato il Centro Sociale Polivalente “La Gloriette”. di Napoli. “La Gloriette” è un bene confiscato alla camorra, gestito dalla Cooperativa Sociale l’Orsa Maggiore che ospita giovani che presentano diverse disabilità. Essa ha una funzione di socializzazione e integrazione attraverso un modello organizzativo basato sui valori dall’accoglienza e della solidarietà, aperta a persone vulnerabili con problemi di autonomia, che necessitano di migliorare la capacità di relazione, di integrazione e di comunicazione. A sostenerla ci sono degli operatori che aiutano i giovani attraverso le attività dei vari laboratori che presenta. La struttura, confiscata a Michele Zaza morto nel 1994, si affaccia direttamente sul mare: un fantastico panorama  che offre agli  ospiti una stupenda vista mare e attraverso essa pace, tranquillità e serenità. Gli studenti sono stati accolti  affettuosamente e coinvolti nelle attività programmate.  Questo  ha  creato, immediatamente, un clima di apertura, fiducia e serenità. Le note della canzone “Vivere a colori”  hanno fatto da sfondo e contribuito a creare un’atmosfera carica di umanità.

“È stato emozionante poter prendere per mano persone meno fortunate di me che emanavano gioia e voglia di vivere. E’ stato liberatorio cantare a squarciagola mentre, abbracciandoci e saltellando, qualche lacrima solcava il viso per l’emozione e per la felicità eccessiva e inaspettata. È stata un’esperienza che mi  ha insegnato ad accontentarmi e ad evitare inutili “problemi”. È raro che pianga per gioia, ma stando a contatto con loro e respirando quell’aria serena e allegra mi è sorta spontanea la domanda:”Ma allora sono felice davvero?” Senza alcun dubbio,  mi sono resa conto che… sì, sono felice davvero. È incredibile come un’esperienza del genere, apparentemente banale, possa trasformare del tutto i miei pensieri, rendendomi più positiva e altruista.” (Chiara 1ªES).

“Per la prima volta mi sono sentita libera di vivere. E’ stato emozionante e  bello vederli felici e sapere che quello che provavano in quel momento era un po’ anche merito nostro.” (Chiara 1aES).

“Ho capito che, nel creare spirito fraterno,  non esiste nessun tipo di impedimento fisico o mentale, e trascorrere del tempo con loro ,aiutarli, cantare, ballare e viverli mi ha reso una persona più matura, capace di comprendere le loro emozioni e il meraviglioso mondo che offrono ogni giorno.” (Antonella 1ªES)

“Questa esperienza mi ha cambiato profondamente, mi ha reso più forte e consapevole dei miei limiti.” ( Giovanni 1ªES)

“Credo che l’esperienza vissuta al centro sociale “La Gloriette” rimarrà impressa nella mia mente per tutta la vita. Non avrei mai immaginato che da questo bene confiscato alla camorra potesse  nascere tanta ricchezza.  E’ stato davvero emozionante vedere i ragazzi così ben integrati con i visitatori. Il momento che più mi ha colpito è stato quando tutti insieme abbiamo ballato e cantato la canzone di Alessandra Amoroso “Vivere a colori”. I miei compagni hanno ballato e cantato allegramente con loro ed io ammetto di essermi messo un po’ in disparte, limitandomi a battere le mani a ritmo di musica. Questo mio atteggiamento è causato dalla mia forte sensibilità: ero infatti ad un passo dal piangere di commozione, ma non l’ho fatto per pudore. Sono stati istanti magici, era come se i loro problemi non fossero mai esistiti. Quando c’è stato chiesto di scrivere una considerazione di questa esperienza su un cartellone,  ho scritto  che quest’esperienza  ha esaltato un forte spirito di fratellanza. Anche davanti a piccole o più gravi problematiche siamo tutti esseri umani e dobbiamo essere uniti in ogni situazione. Questa esperienza ha sicuramente arricchito tutti noi e spero di rivivere emozioni del genere anche in futuro.”  (Gaetano 2ªES)

“A nostro parere il “vivere a colori” è molto più di una vita fatta di gioia e felicità. Per noi, vivere a colori vuol dire accettare la  realtà che ci circonda; una realtà  che è anche fragile. Fragilità che, però, non deve spaventare,   perché  là dove c’è una difficoltà si sviluppa una determinata emozione e un’emotività speciale. Quel  luogo genera Bellezza…e diventa Poesia.” (Liliya e Francesco 2ªES)

“Nei loro occhi ho  letto la gioia di vivere , la voglia di raccontarsi a noi e il loro bisogno d’affetto. Tutte queste loro eccezionali qualità hanno cancellato quel poco di diffidenza che ho   provato all’ arrivo;  durante la giornata tutti abbiamo condiviso momenti indimenticabili. Sono tornata a casa con un bagaglio pieno di emozioni e con la consapevolezza che anche le persone meno fortunate di  noi nascondono una straordinaria bellezza interiore, basta solo saperla cogliere.” ( Teresa 2ªES)

“Per una maggiore integrazione, dopo aver preparato una deliziosa merenda, siamo stati invitati ad uscire nel cortile e mangiare tutti insieme. Quello è stato un momento di scambio di emozioni, sensazioni profonde e personali. I ragazzi hanno interagito apertamente e liberamente con noi; ci siamo conosciuti meglio, abbiamo parlato di noi e delle nostre vite, ci siamo divertiti ed abbiamo scherzato. Dopo questo fantastico momento, ci siamo ritrovati tutti nella sala principale per ballare, cantare e divertirci tutti insieme. In quel momento tutti ci sentivamo liberi e felici di essere lì con loro. All’inizio nessuno di noi si sarebbe immaginato di divertirsi così tanto e passare una giornata così piacevole.” ( Sabrina 2ªES)

“Essere felici della propria vita”. “Spesso non ci accontentiamo di ciò che abbiamo e io oggi ho capito quanto sono fortunata”. “Sono arrivata sola, torno a casa in compagnia.” Queste sono alcune delle frasi che abbiamo scritto su dei fogli al compimento di questa giornata.  L’ultima racchiude il vero significato di questa esperienza, perché molti di noi sono arrivati sentendosi soli, ma sono ritornati a casa  in compagnia di  mille emozioni, di  ricordi che, come tatuaggi, resteranno impressi nei  cuori.” (Valeria 2ªES)

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