70 anni di Costituzione – Riflessioni per una cittadinanza consapevole

Viva l’Italia presa a tradimento

L’Italia assassinata dai giornali e dal cemento

L’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura

Viva l’Italia

L’Italia che non ha paura

(Viva l’Italia, Francesco De Gregori)

a cura di Veronica De Nigris 4ªS3 – 

Oggi, come da sempre, l’ignoranza sembra far tristemente da sfondo ad una società, quella italiana, in cui il confine tra diritti e doveri sembra assottigliarsi di giorno in giorno. Oggi, più di qualsiasi altro periodo storico, sembra essenziale informarci, partecipare alla vita politica del nostro Paese, un Paese che non vede pace, ma abusivamente subissato di contraddizioni e continue promesse in una ipotetica “Terra Promessa”, che assume sempre più le sembianze di un’Arcadia virgiliana. Tutti in attesa di un Messia, che più che portare tanta pace e speranza, porti più consapevolezza della pericolosità di ogni grammo di libertà. L’Italia, più di una volta, ha saputo ricostruirsi sulle proprie macerie, come una fenice, è rinata dalle proprie ceneri, senza un Messia, una guida ben identificabile, ma grazie al sudore e al sangue di milioni di italiani.

La Costituzione è il risultato di tanta fatica. Entrata in vigore il 1 gennaio 1948, rappresenta ancora oggi, un testo sorprendentemente moderno e i principi, i valori contenuti nella nostra Carta Costituzionale costituiscono, ancora oggi, quanto di più lungimirante potesse essere pensato per una Repubblica ai suoi primi albori, sorta sulle macerie della seconda guerra mondiale. Una Carta, che in quanto tale, può diventare facilmente carta morta, abbandonata e lasciata ingiallire su una scrivania, calpestata e stracciata dalla troppa libertà che, inevitabilmente, sfocia in libertinaggio. Libertà non è mai libertà. Libertà è capire i limiti in cui essa può essere esercitata. Libertà è un’arma a doppio taglio. Diventa molto importante allora informarsi e informare, soprattutto i giovani, i cittadini del domani, potenziali costruttori o distruttori di un’Italia, già abbastanza annichilita e alle prese con un’afasia politica. A tale scopo, gli studenti del Telesi@, nel pomeriggio dell’8 febbraio 2018, a distanza di 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, si sono riuniti presso la biblioteca della sede di Viale Minieri, per aprire una riflessione sul suo significato odierno. Sono stati guidati dalla prof. Falato, insegnante di diritto e mente creatrice dell’evento, supportata dalla Preside Pelosi e da diversi docenti dell’I.I.S Telesi@. L’evento che ha ottenuto il patrocinio morale della Città di Telese Terme, è stato animato, oltre che dagli studenti del Telesi@, da due appassionati e coinvolgenti relatori: Felice Casucci, Prof. Ordinario di Diritto Privato Comparato presso Università degli Studi del Sannio e Presidente della Fondazione G. Romano e Raffaele Simone, Docente di Lingue e Lettere classiche, Presidente dell’Associazione ” Amici del Telesi@ e collaboratore dell’Associazione “Antropologia e Mondo Antico” dell’Università di Siena.

L’incontro ha sicuramente avuto i suoi risvolti positivi, sollecitando i giovani a focalizzarsi su aspetti o personaggi dimenticati o magari un po’ derelitti, come la figura di don Milani, sacerdote di Barbiana  luogo nel quale costruisce una scuola per i figli dei contadini analfabeti per restituire loro la parola rubata da un sistema che non faceva, e non fa, parti uguali. In quella poverissima scuola si studiava la Costituzione che per Don Milani era, insieme al Vangelo, la linea guida per ogni cittadino sovrano. Diceva: “Vangelo e Costituzione insieme sono capaci di infiammare il mondo”.

Gli interventi, che si sono succeduti, hanno sicuramente smosso qualcosa nell’animo degli studenti, hanno minato quell’equilibrio apparente in cui una persona pensa di dimorare in eterno. Si tratta sicuramente di un punto di partenza da cui riflettere e iniziare a camminare, uniti, compatti, tutti insieme, nessuno escluso.

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