La nostra esperienza di Alternanza Scuola Lavoro

di Liliya Domaretska  3ª LES –

Il primo giugno 2018 si è concluso il percorso di alternanza scuola-lavoro per i ragazzi delle classi terza e quarta del Liceo Economico Sociale, con la visita a Casa Santa Rita, sede di ICARE, la cooperativa sociale di comunità della Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti, che gestisce l’Ufficio della progettazione sociale e delle fragilità. ICARE progetta, insieme alle comunità locali, nuovi interventi nel sociale, coinvolgendo in particolare i giovani che vivono nel territorio.
La tutor aziendale Mariacristina Ciervo e Luca Pacelli hanno dato ai ragazzi la possibilità di fare un percorso di orientamento verso il mondo del lavoro , con la costruzione di un Curriculum vitae personale e la simulazione di un colloquio di lavoro, anche in lingua inglese e spagnola, e in particolare verso il sociale con le attività di progettazione e la creazione e gestione di una cooperativa.

Durante l’ultimo giorno di questo “viaggio” ai ragazzi sono state presentate in modo dettagliato le attività, i progetti e i laboratori di ICARE. Alcuni di questi sono: ICare EcoLab, un laboratorio di inclusione sociale delle donne in difficoltà, in cui vengono realizzati meravigliosi oggetti creativi con i materiali di scarto e il riciclo; ICare DolceMente, un laboratorio di pasticceria dedicato ai ragazzi che vivono realtà di disabilità o disagio fisico, economico, familiare, che è sicuramente anche un laboratorio formativo perché permette di acquisire competenze lavorative e sociali indispensabili per favorire l’inclusione e l’indipendenza dei ragazzi.

Gli studenti, in questa giornata, hanno svolto diverse attività di simulazione, tra cui lo sportello d’ascolto, che ha dimostrato l’importanza di aiutare chi è in difficoltà, chi è fragile, ascoltando e cercando di fornire loro un aiuto concreto.
Fabrizio Caramagna scrive: “Ascoltare, essere attenti, consolare, perdonare, accompagnare, abbracciare, aiutare sono verbi che a volte dimentichiamo. Bisognerebbe scriverli su una parete accanto alla porta di casa, e leggerli ogni volta che usciamo nel mondo.”