L’IIS Telesi@ visita il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino di Montesarchio.

di Flavia Valente e Ginevra De Crosta 1ªS3 –

Il giorno 17 dicembre 2019 le classi IªS2, IªS3 e IªC1, hanno visitato, con le professoresse Bruno e Di Meo, il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino e l’annessa torre. Gli studenti, accolti da una guida, hanno fatto il loro ingresso nel sito archeologico; sono stati divisi in due gruppi in maniera da alternarsi nel percorso dei vari ambienti. Le classi hanno avuto l’opportunità di osservare reperti di Caudium, Saticula e Telesia dal Paleolitico all’epoca sannitica, nonché la ricca esposizione di ceramica a figure rosse e nere della mostra multimediale “Rosso Immaginario”.
La collezione più copiosa comprende i crateri greci: grossi vasi dalla grande bocca che nella Grecia antica venivano usati per mescolare vino con acqua e miele. Tra i reperti si trova il famosissimo vaso di Assteas considerato il più bel vaso del mondo. Il vaso fu realizzato dall’ artista di Paestum Assteas nel IV secolo a.C. Rappresenta una scena mitologica di Zeus innamorato della principessa Europa che si trasforma in toro per avvicinarla senza destare sospetti e la rapisce, volando sul mare.
Il castello, eretto durante la dominazione longobarda del beneventano, ha subito, nel corso dei secoli diverse trasformazioni per adattarsi alle sempre mutevoli esigenze difensive. Il più grosso ampliamento, come risulta da documenti ufficiali dell’epoca, è staro realizzato durante l’impero di Federico II che temeva attacchi da parte dell’esercito pontificio. Della sua originaria struttura rimane ben poco anche perché col tempo l’edificio è stato adibito a diverse funzioni: è diventato carcere e poi orfanotrofio. Reso famoso, in epoca borbonica, per aver ospitato il famoso patriota e uomo politico napoletano Carlo Poerio del quale abbiamo visitato la cella, oggi rivive lo splendore che merita attraverso una meravigliosa opera di ristrutturazione sia interna sia esterna che ne sta decretando un insperato successo. Lungo il percorso l’attenzione di tutti gli studenti è stata attratta anche dall’atmosfera del luogo così intrisa di storia e di cultura e gli occhi sono stati ammaliati dalla veduta splendida della Valle Caudina dalla torre.