Primo Levi: oltre l’assurdo

di Manuela Mancino, Angela Prete  4ªS2 – 

Lo scorso 25 gennaio noi alunni delle classi 4ªS2 e 5ªL1, accompagnati dalle professoresse Di Crosta e Mancini, ci siamo recati presso l’aula magna dell’Università Giustino Fortunato di Benevento per assistere ad un convegno su Primo Levi. Ad organizzare il tutto sono stati gli studenti del primo anno del corso di Mediazione Linguistica accompagnati musicalmente dall’orchestra del liceo musicale di Benevento. È stato interessante ascoltare la lettura di alcuni passi tratti da libri di Levi, come “Se questo è un uomo” (If this is a man) e comprendere magari, tramite il racconto dell’esperienza dell’autore nei campi, la scelta di determinati titoli per alcuni capitoli dei libri, come ad esempio “Il canto di Ulisse”. Conoscere i nomi di una piccola parte dei compagni di deportazione dell’autore ci ha aiutato a provare a dare un volto all’orrore della Shoah, sebbene sia qualcosa di doloroso ma necessario. E in un periodo storico che potrebbe essere definito “complesso” queste attività sono fondamentali, considerando anche che nel 2020 i negazionisti sono saliti al 15,6% ed è preoccupante. La lezione è stata utile anche da un punto di vista prettamente linguistico dal momento che la seconda parte è stata esposta completamente in inglese. Ciò è stato possibile grazie anche alla lettura della poesia introduttiva a “If this is a man” che ci ha permesso di capire a fondo l’importanza del significato delle parole, alcune delle quali, se tradotte, perdono completamente il valore originario. Insomma, è stata davvero una bella esperienza per ricordare in tutte le lingue del mondo perché, ad Auschwitz, non c’erano solo Italiani ma anche francesi, polacchi, ungheresi e tanti, tanti altri la cui unica colpa è stata quella di nascere. Ricordare: è questa la parola d’ordine!