Oltre un libro: le riflessioni di e con Gianrico Carofiglio

…cercavi giustizia ma trovasti la Legge.

F.De Gregori, Il bandito e il campione.

di Rita Ruggieri, 3ªS2

Il 18 Aprile 2020, la classe 3ªS2 del liceo scientifico Telesi@ ha partecipato all’incontro con Gianrico Carofiglio, autore di “La misura del tempo”, finalista al Premio Strega. I ragazzi, impegnati  nella lettura dei dodici libri candidati e nella votazione per eleggere il vincitore del Premio Strega Giovani, hanno avuto la possibilità di ascoltare dalla viva voce dell’autore le riflessioni su quanto resta celato dietro le parole del libro.

Giustizia e Verità sono “concetti molto alti” (cit. Carofiglio), ma come ci spiega l’ex magistrato, ognuno di noi ha un punto di vista personale sulla verità, e a volte verità e giustizia possono non combaciare.

Caterina Audi, riguardo le verità assolute che, secondo il protagonista avv. Guido Guerrieri, non esistono, chiede all’autore se si rivede in questa affermazione. Secondo Carofiglio, le verità assolute nel mondo umano non possono esistere perché, come abbiamo detto prima, ci sono più punti di vista, gli stessi però che permettono il discorso civile. Carofiglio si è divertito poi ad anagrammare la parola verità, offrendoci tre singolari anagrammi: rivelata, evitarla e relativa. Quest’ultimo termine ci rimanda appunto alla pluralità dei punti di vista.

Altro concetto interessante è quello riguardante il Dubbio, che sempre guida le azioni delle persone intelligenti. è grazie ad esso che possiamo verificare se la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta. Il dubbio, infatti, è un potente strumento di lavoro. Carofiglio afferma, inoltre, riprendendo le parole da “La lingua del terzo Reich”, che il punto interrogativo è l’interpunzione più importante ed è la più rifiutata dai poteri assoluti.

Ma il concetto principale su cui è costruito il testo è senza dubbio quello del Tempo.

“Col tempo un ricordo non raccontato diventa sempre meno vero”. L’autore ci spiega che ci sono cose che non raccontiamo a noi stessi, perché sono state percepite in modo distratto, che volano via come i sogni.

“Provate a parlare dello scorrere del tempo senza usare metafore, vi ritroverete a mani vuote”, infatti non abbiamo parole per raccontare il senso dell’esperienza del tempo, che non siano parole racchiuse in metafore. In realtà, il tempo è un concetto piuttosto sfuggente, più che percezione l’autore parla di ideazione del tempo.

Carofiglio poi cita una metafora comune nel mondo occidentale, che lui definisce terribile: il tempo è denaro. In realtà, il tempo soggettivo è incomparabilmente più prezioso del denaro, ciò che l’autore stesso afferma. Questa riflessione mi ha suggerito una domanda: come può essere ripagato qualcuno del tempo sottratto ingiustamente, come capita all’assistito dell’avvocato Guerrieri? Gianrico Carofiglio spiega che purtroppo paradossalmente, al di fuori del risarcimento in denaro, non esiste altro mezzo.

La lettura di un buon libro, come “La misura del tempo”, e l’incontro con il suo autore hanno rappresentato per noi studenti un momento di grande arricchimento e di certo continueremo a confrontarci sui grandi temi affrontati. L’esperienza che stiamo vivendo, seppur tanto faticosa, ci sta facendo capire ed apprezzare la lettura, passione che condividiamo con tutti gli studenti del Telesi@ impegnati nel Maggio dei libri.